Google Penguin: Che cambiamenti ha portato?

28 Nov

Google Penguin: Che cambiamenti ha portato?

 

Le regole del mondo del web, in particolare quelle riguardanti il posizionamento dei siti sui motori di ricerca, sono regolate da animaletti dall’aspetto molto simpatico, come un panda e un pinguino sorridenti, ma dal carattere piuttosto vivace e imprevedibile.

Prendiamo il caso del pinguino: ormai è nato da due anni e, come ogni essere vivente, cresce e si modifica nel tempo. L’ultima versione, la 3.0 uscita a maggio del 2014, ha fatto sudare freddo gli addetti ai lavori del settore virtuale che temevano nuovi stravolgimenti sui metodi di posizionamento e di link building fino ad ora utilizzati, nonché un aumento delle penalizzazioni per chi non rientrava nelle norme, con la conseguente perdita di posizionamento nei motori di ricerca. L’algoritmo di Google ha cambiato con una certa evidenza il modo di fare SEO, sicuramente in meglio dal punto di vista dell’utente, la cui soddisfazione rimane l’obiettivo costante per Google. E per gli altri?

Che cambiamenti ha portato Google Penguin?

Innanzitutto l’algoritmo punta il dito contro i metodi un po’ furbetti e poco onesti di fare SEO, andando a smascherare e, soprattutto, a far perdere visibilità a tutti quei siti che si sono serviti di strategie di black hat per ottenere un buon posizionamento, come ad esempio comprare il proprio pubblico tramite l’acquisto di visite o i utenti sui profili social, che producono numerose visualizzazioni di scarso valore (poiché finte) ad un sito.

Google Penguin monitora anche il link building, una strategia frequentemente utilizzata per essere presenti in modo massiccio nel mondo virtuale. Ed è proprio il termine “massiccio” che si vuole modificare. Niente più anchor text all’interno di testi, che, tra l’altro, se non vengono fatti con una certa accuratezza, manifestano in modo evidente il fatto che si tratta di marketing nudo e crudo.

Sempre riferendoci al controllo del link building, i link in entrata devono provenire da siti di qualità, meglio ancora se pertinenti al proprio settore: questo è un elemento che rafforza il posizionamento. Secondo l’algoritmo, un sito di scarsa qualità è formato da contenuti privi di originalità, è dannoso o ancora viene considerato come spam. È quindi decisamente una buona idea tenere sotto controllo la rete di collegamenti creati, anche perché Penguin è continuamente all’opera e scansiona ogni minimo dettaglio. Questo fatto ci tiene maggiormente sulle spine, ma costituisce un aspetto positivo, poiché ci permette di rimediare ad un errore in modo tempestivo.

Il nostro pinguino, tuttavia, è intelligente e selettivo, perchè analizza le singole pagine di un sito; se in una di queste riscontra delle furbizie o degli errori, penalizza unicamente la pagina in questione, che perderà – si spera non drasticamente – posizione nella Serp, senza coinvolgere l’intero sito.

Il cambiamento è arrivato anche per quanto riguarda il guest blogging, una pratica ampiamente utilizzata per avere dei backlinks in modo diffuso sul territorio virtuale. In generale il guest blogging rischia di creare articoli di puro marketing, che non portano alcun contenuto significativo– e nemmeno qualità – al sito ospitante e vanno a discapito dell’utente di internet, che potrebbe sentirsi “rimbalzato” da un link all’altro (magari senza poi raggiungere il suo obiettivo). Grazie al fatto che Penguin sorveglia costantemente – e instancabilmente! – il web, fare guest blogging significa ora proporre contenuti di qualità a blog che, come detto prima, siano attinenti con il proprio settore e abbiano contenuti di qualità.

L’animaletto polare può essere definito come l’antispam di Google, in quanto mira a migliorare la qualità dei contenuti del web per l’utente finale, mettendo alla prova le capacità e le soluzioni di cui dispongono gli operatori della rete.

È innegabile che i cambiamenti che ha determinato sono considerevoli, poiché toccano il posizionamento dei siti e, quindi, la loro visibilità, due fattori fondamentali e determinanti per “esistere” nel mondo del web.

Per ora, non ci resta che provare a seguire queste indicazioni, rimanendo sempre attenti ai possibili cambiamenti che il team di Google e il suo algoritmo possono riservarci.

Inviato da Gloria Zaffanella

Gloria è Public Relation Manager di Stampaprint S.r.l. azienda leader in Italia nel settore della stampa online. Dopo una carriera nel print marketing, Gloria ha studiato le dinamiche del search engine marketing per approfondire le molteplici opportunità di un loro utilizzo congiunto.

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