Google Penguin: tutto ciò che c’è da sapere

5 Lug

Google Penguin: tutto ciò che c’è da sapere

 

Google PenguinDopo Google Panda, arrivato un anno fa con effetti sconvolgenti per i webmaster che in fretta e furia hanno dovuto adattare i loro portali Internet, è arrivato un nuovo algoritmo, chiamato Google Penguin. Gli addetti SEO dovranno controllare bene le proprie pagine per evitare le penalizzazioni del nuovo aggiornamento, che colpisce soprattutto i link interni ai siti web.

Google Penguin, le caratteristiche

Come appena anticipato, Google Penguin andrà a colpire le pagine web che avranno link non pertinenti con il contenuto della pagina stessa. Da parte del motore di ricerca, è stato spiegato che questo nuovo algoritmo non vuole essere un attacco per fare la guerra agli addetti SEO ma per combattere lo spam e soprattutto la tendenza a vendere e comprare link in modo esagerato. In aggiunta, l’arrivo di Google Penguin viene classificato solo come un cambiamento algoritmo e non come una sanzione.

Secondo le prime valutazioni, le pagine più a rischio sarebbero le landing pages, che sono un vero frullatore di unusual backlink, e tutte quelle pagine il cui contenuto non è pertinente con i link pubblicati. Il nuovo algoritmo, inoltre, andrebbe a colpire quelle pagine web che contengono back link con all’interno delle keywords specifiche inserite nell’anchor text.

Come per Google Panda, questi aggiornamenti pongono sotto la lente d’ingradimento i contenuti dei portali Internet, colpendo in modo duro chi cerca delle scorciatoie per avere una maggiore indicizzazione dei propri siti web.

Google Penguin, consigli e cosa bisogna evitare

Anche se bisogna andare cauti con il farsi prendere dall’ansia per l’arrivo di Google Penguin, si possono dare alcuni consigli per non incorrere in penalizzazioni dei propri siti web, riassunti nell’elenco seguente:

  • Inserire solo link pertinenti al contenuto della pagina web;
  • Dividere questi link in due categorie: link nofollow e link dofollow, modificando in caso il codice HTML della pagina in questione;
  • Inserire l’attributo rel=“bookmark” in quelle pagine web che il webmaster classifica come permalink;
  • Essere attenti nel controllare il proprio sito web, facendo soprattutto attenzione ai link che il sito attira;
  • Attenzione ai link nelle sidebar del proprio blog, se non attinenti vi conviene rimuoverli o inserire il tag nofollow;
  • Evitare nel modo più assoluto di fare campagne di link building in modo insensato e senza criterio.

Con questi brevi suggerimenti, si spera che i webmaster siano eccessivamente danneggiati dall’arrivo del nuovo algoritmo Google Penguin.

Scritto da Luca Parmigiani

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