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Motore di ricerca arabo: ImHaLaL.com

25 Set

Motore di ricerca arabo: ImHaLaL.com

I motori di ricerca sono molti e indubbiamente in continua sfida fra di loro: cercano di competere contendendosi il mercato utilizzando tutte le armi a loro disposizione, dai grandi capitali economici ad algoritmi sempre più efficienti. Ma c’è una nuova corrente, che sta attraversando la Rete: un nuovo motore di ricerca, ImHalal.com, offre ai suoi utilizzatori fedeli musulmani una risposta sulla base dell’aderenza al credo religioso.

Utilizzando questo motore di ricerca, i risultati vengono suddivisi in quattro categorie principali. La prima comprende tutti i collegamenti di tipo “halal”, ossia in linea con i dettami di Maometto e del Corano. Le altre tre categorie comprendono ciò che è ritenuto “haram”, cioè vietato, e rappresentano diversi livelli di gravità. L’utente può comunque accedere ai risultati dei primi due livelli “haram”; nel caso invece si tratti di un contenuto chiaramente contrario alla fede musulmana, il motore chiede all’utente di cambiare le chiavi di ricerca e andare altrove.

Il nome del motore letteralmente significa proprio “Io sono halal”, cioè “Io sono permesso”. Il fondatore del sito, Reza Sardeha, dichiara: “Imhalal.com non vuole essere un servizio dittatoriale o di censura, vogliamo che le persone possano continuare a fare le loro ricerche in Rete. Abbiamo usato un sistema a due livelli. Il primo analizza i contenuti provenienti da Imhalal.com ed esclude quei siti che contengono materiale esplicito. Il secondo livello è più aggressivo e separa dal resto tutto ciò che è haram”.

Sardeha ha anche chiarito che per creare i filtri del motore di ricerca, sono stati consultati gli Imam, i leader religiosi islamici, per determinare chiaramente cosa sia haram e cosa no. Traspare chiaramente un grande desiderio di vedere ImHalal.com diventare l’home page per tutti i navigatori musulmani. L’interesse commerciale in questo senso è grande: il mercato arabo rappresenta una fetta sempre più consistente del mondo internet e già molte aziende, come Yahoo!, aumentano ogni mese gli investimenti nella regione e nei servizi dedicati ai suoi abitanti.

Fonte: http://programmazione.it/index.php?entity=eitem&idItem=42743