Nielsen e Advertising: la chiusura del 2010 sarà superiore alle aspettative

14 Dic

Nielsen e Advertising: la chiusura del 2010 sarà superiore alle aspettative

 

Advertising: la chiusura del 2010 sarà superiore alle aspettative. Crescono i nuovi media ma la tv rimane di gran lunga il mezzo principale.

Andamento dell’advertising nel mondo

Alla luce dello scenario economico ancora poco brillante l’andamento dell’advertising nel 2010 assume una valenza decisamente positiva sia in Italia che a livello internazionale. Il boom economico dei Paesi emergenti è stato un buon driver di ripresa per l’advertising globale che nel primo semestre di quest’anno è cresciuto del +12,8% seppur rispetto ad un anno negativo come il 2009. I dati positivi di ripresa riguardano  35 dei 37 Paesi coperti dal Nielsen Global Adview Pulse, con 26 Paesi che addirittura mostrano una crescita a due cifre degli investimenti pubblicitari. Per quanto riguarda il livello d’investimenti per regione, sempre nel primo semestre, l’Asia genera il 38,3% degli investimenti totali superando di più di 15 punti percentuali sia l’Europa che il Nord America. Nell’area asiatica rilevanti le crescite di India (+32%), Hong Kong (+23%) e Australia (+ 8%). Rispetto allo stesso periodo 2009, i cambiamenti più rilevanti nelle quote sono per il Nord America che ha perso 2 pp e per l’America Latina che invece ne ha acquisiti 3. Nonostante una crescita più lenta degli investimenti nel Nord America e in Europa, la ripresa di alcuni importanti settori quali automotive e beni durevoli, hanno determinato un buon trend del mercato.

Previsioni e commenti sulla chiusura del 2010 per mezzo e settore

In Italia, dopo un’ottima prima parte dell’anno il mercato pubblicitario subirà una leggera frenata nell’ultimo trimestre. Diversi fattori possono spiegare questo rallentamento. Innanzitutto l’ultimo trimestre è stato il miglior periodo del 2009 quindi gli aumenti  degli scorsi mesi saranno più difficili da realizzare. In secondo luogo lo scenario economico è lievemente peggiorato rispetto ai primi mesi del 2010. A livello internazionale l’Europa è scossa dalla crisi che ha coinvolto la Grecia e dalle difficoltà di Paesi come Irlanda e Spagna. In Italia la crisi politica, che potrebbe portare ad elezioni nei primi mesi del 2011, determina incertezza anche sul versante economico. I consumi rimangono deboli e il clima di fiducia di imprese e consumatori si mantiene basso. Infine diversi settori che hanno registrato un picco degli investimenti tra maggio e luglio, in occasione dei mondiali di calcio, potrebbero ridurre l’advertising nei restanti mesi dell’anno.
Grazie ad una buona crescita sia dei canali tradizionali che delle emittenti satellitari la tv raccoglierà nel 2010 circa il 56% del totale advertising. Considerando la sola pubblicità commerciale nazionale internet si avvicinerà  ai quotidiani in termini di peso percentuale.

Con riferimento ai settori, quest’anno la crescita complessiva del mercato è dovuta principalmente ad un grande aumento degli investimenti delle aziende del largo consumo.
Si sta verificando una modifica consistente del media mix di comparti importanti come automobili e abbigliamento, che cercano di ottimizzare i propri investimenti sperimentando media diversi oltre a quelli che hanno tradizionalmente utilizzato (rispettivamente radio e periodici) e sui quali continuano comunque ad investire. Per il prossimo anno si attende una crescita più sostenuta dei settori legati ai servizi ed ai trasporti.

Secondo quanto emerge dal Nielsen Economic and Media Outlook, rapporto semestrale di Nielsen diffuso nelle scorse settimane, i segnali positivi proseguiranno anche nel 2011, ma non sarà facile tornare velocemente ai livelli del 2008. Il mondo della comunicazione, sempre secondo il rapporto, sta dando però segnali di grande vitalità:  i nuovi media forniranno un grande contributo alla crescita dell’advertising, non solo il web ma anche le tv digitali, le satellitari e il direct mail, ma è rilevante soprattutto la fiducia che le aziende italiane continuano a riservare ai mezzi cosiddetti classici come tv e radio e la tenuta della stampa quotidiana. Inoltre la scelta delle aziende di continuare ad investire anche in un contesto così incerto, e l’aumento stesso del numero di aziende inserzioniste testimonia un atteggiamento culturale positivo verso la pubblicità e la comunicazione d’azienda che viene considerata sempre meno una spesa fine a sé stessa e sempre più un investimento necessario per rafforzare i brand.

Advertising in Italia: previsioni di chiusura 2010

Fonte: http://nielsenfeaturedinsight.mag-news.it/nl/l.jsp?Wd.0G.Dyp.Hb.Gc.IGdK

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